Analisi dei tassi d’interesse decennali statunitensi

Nel post precedente si è evidenziato che i rendimenti azionari (statunitensi) sono ai minimi storici. Rendimenti ai minimi e in ogni caso storicamente molto bassi si possono rilevare anche nei mercati obbligazionari e in altre aree geografiche.

Nel grafico seguente si può vedere l’andamento di lungo termine dei tassi d’interesse decennali statunitensi. Ricordo al lettore che l’andamento dei tassi d’interesse di un titolo obbligazionario è l’inverso dell’andamento dell’obbligazione stessa, in altri termini una tendenza al ribasso dei tassi si traduce in una tendenza al rialzo delle obbligazioni, e viceversa.

Tassi gov USA

I tassi evidenziati sono in una tendenza ribassista che ha origine dal massimo del 1981. Sono inoltre piuttosto lontani dalla linea di tendenza tracciata sui massimi e sono anche a livelli inferiori ai precedenti minimi storici degli anni ’40.

Anche altri Paesi occidentali (vedremo per esempio la Germania nel prossimo post) si trovano in una simile situazione che è in parte alimentata dalla politica particolarmente espansiva delle banche centrali (soprattutto USA, UK e Giappone) che mantengono i tassi a breve termine vicini allo zero e acquistano obbligazioni a lungo termine. Il livello corrente dei tassi decennali è persino inferiore a quello dell’inflazione in molti Paesi occidentali, circostanza che se si esclude l’interventismo delle istituzioni avrebbe motivo d’essere solo se fosse prevedibile un futuro (grosso) calo dell’inflazione stessa.

Questi elementi sono già sufficienti per iniziare a guardare il minimo recente con sospetto e considerare la possibilità che i tassi si trovino in una fase di bottom (minimo) di lunghissimo termine d’importanza paragonabile al massimo del 1981. Questa fase di bottom potrebbe svilupparsi con una forma arrotondata simile a quella degli anni ’40.

Per diversi motivi che spero di poter approfondire in futuro, ci sono maggiori possibilità che in futuro il tasso d’inflazione nei Paesi occidentali sia in crescita piuttosto che in calo, così l’acquisto a lungo termine del decennale appare in questo momento poco attraente.

C’è però spazio per un consistente rialzo dei tassi senza che la tendenza ribassista di lungo sia violata e se questo si verificasse un investimento nel decennale si troverebbe in perdita anche nel breve e medio termine.

In effetti il prossimo grafico, relativo all’andamento dell’ultimo anno dei tassi d’interesse in analisi, mostra un primo segnale d’inversione di breve termine e questa è una ragione in più per porre molta attenzione alla duration dei portafogli obbligazionari che in questo momento dovrebbe essere piuttosto breve.

Tassi gov USA (ultimo anno)

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2 thoughts on “Analisi dei tassi d’interesse decennali statunitensi

  1. Giovanni
    24 giugno 2013 at 21:41

    Ciao ho letto tutti i tuoi articoli e mi complimento per la chiarezza.
    Spero approfondirai il tema dell’inflazione in rialzo come ti riprometti in questo articolo nel prossimo.

    1. Massimo Fuligno
      24 giugno 2013 at 22:42

      Grazie Giovanni, spero di poter scrivere un articolo dedicato al tema, comunque cercherò di introdurre qualcosa nei prossimi trattando altri temi.

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